Scuole [Allende] LES EUMENIDES 2015

Published on gennaio 19th, 2016 | by scuole-user

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Allende-Custodi (Milano)

ISTITUTO ALLENDE – CUSTODI

Via Ulisse Dini, 7
20141 Milano

02.89.50.11.16

 www.allendecustodi.gov.it

Intervista a Marco M. Pernich e Stefania Lo Russo (LABORATORIO BASE E AVANZATO)

+ Storia del Laboratorio Teatrale

Dalla metà degli anni ’90 del Novecento al Liceo Allende – diventato in seguito I.I.S. Allende-Custodi – è attivo un Laboratorio Teatrale che da qualche anno ha preso il nome di “Archetipi nel tempo” e organizzato oggi su due livelli. Negli anni, anche prima di avere assunto l’attuale denominazione, il Laboratorio ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui:

– 1999 ‘Teatro Scuola – rassegna nazionale di opere classiche’ Carlentini ’99. Secondo Premio sezione moderna a “La Patria Riconoscente”
– 2000 “WEF – World Educational Festival” – Primo premio assoluto a “Dagli anni del giudizio agli anni di piombo – storia d’Italia 1948/1986” progetto realizzato in collaborazione coi Licei Berchet (“Storie degli anni del giudizio”) e Vittorini (“Una storia degli anni di piombo”).
Dalla Motivazione della Giuria: “In questa trilogia emerge un’intensità straordinaria che è opportuno evidenziare come modello ideale di riferimento per la pedagogia teatrale”.

Particolarmente significativo e caratterizzante di questo Laboratorio è stato il formarsi, generazione dopo generazione, di gruppi di studenti che frequentando per tutti gli anni della permanenza al Liceo il Laboratorio hanno raggiunto livelli di competenza teatrale invidiabili e prodotto risultati finali del singolo percorso di alto livello qualitativo sia dal punto di vista teatrale che – soprattutto – dal punto di vista dell’approfondimento pedagogico.
Così stato per il gruppo che ha realizzato lo spettacolo sulla Seconda Guerra Mondiale “La patria riconoscente”; per quello che ha realizzato gli spettacoli di impegno civile su Puecher -medaglia d’oro della Resistenza; su Altiero Spinelli e l’idea di Europa; sulla mafia -in collaborazione con Libera.
Così è oggi con un gruppo che ha esplorato il mito greco prendendo le mosse da “Medea” per passare attraverso la riscrittura moderna della tragedia delle Eumenidi fatta dal poeta e drammaturgo francese Fernand Garnier – “Les Eumenides”, che narra la tragedia dei partigiani francesi sul Vercors nel 1944 ma anche un percorso di riconciliazione attraverso la sofferenza e la presa di coscienza del male fatto fino ad oggi, quando i ragazzi stanno arrivando alla conclusione del loro percorso nel liceo con “Alcesti”.

+ Conosci gli educatori teatrali e il loro metodo di lavoro

ASSOCIAZIONE STUDIO NOVECENTO
sito web: www.studionovecento.com
email: info@studionovecento.com

a.s. 2016/2017: gestione di un laboratorio di base e un laboratorio  avanzato, prof.ssa referente Silvia Mollo

METODO DI LAVORO LABORATORIALE
– Non faccio il mio spettacolo ma quello dei ragazzi. Bisogna mettere a disposizione dei ragazzi le proprie conoscenze ed esperienze; per insegnare nelle scuole occorre avere competenze psicologiche, pedagogiche e sulle dinamiche dei gruppi. Non è necessario essere un bravo attore.
– Importanza della maieutica: bisogna “tirare fuori” la verità dai ragazzi, non fargli vedere come si fa. I ragazzi adolescenti come esprimono le emozioni? Occorre trovare la verità specifica di ogni ragazzo che interpreta quel preciso personaggio.
– Creo testi con i ragazzi, compio un lavoro drammaturgico. Dedico due incontri con i ragazzi per capire come si scrive un testo, per costruire poi una scaletta che ha regole precise e stabilite ma successivamente modificabili (bisogna infatti conoscere bene le regole per poterle trasgredire). Nascono dai ragazzi invenzioni che sono spesso anti teatrali ma che in scena funzionano e diventano necessarie artisticamente. Ritengo la drammaturgia molto importante perché permette ai ragazzi di esprimere i loro contenuti e di raccontare come vedono il mondo.
Come nascono le battute? Spingo i ragazzi a fare un percorso chiedendo il perché delle loro frasi o delle loro idee. Le battute nascono sul palco, dopo un lavoro di correzione e sistemazione in cui ci domandiamo se sono parole giuste e se mandano il giusto messaggio. Le parole sono polifoniche e occorre studiarle con grande attenzione. Il lavoro laboratoriale fatto con i ragazzi è molto importante, va ben oltre il teatro ed è utile nella vita di ogni studente.
– Il laboratorio teatrale non ha come scopo quello di fare un bello spettacolo, il bello dello spettacolo è una conseguenza del lavoro fatto bene. Ha lo scopo di far fare ai ragazzi un percorso di crescita, che è un percorso anche per l’educatore. Il teatro è davvero un laboratorio: prendiamo un pezzo della realtà, lo estrapoliamo, lo osserviamo e lo manipoliamo. La cultura è uno strumento che serve per interpretare la nostra vita.

ITER DEL LABORATORIO
1) Lavoro di training, preespressività, rudimenti dello stare in scena, conoscenza del corpo come strumento che produce segni, comunicazione, voce (saper usare la voce con convinzione è un valore aggiunto al lavoro), sguardo – lavoro corale sul gruppo, lavoro sullo spazio (“Lo spazio è il primo attore di uno spettacolo” – Peter Brook) – lavoro sull’espressione di emozioni e sentimenti in modo molto tecnico, all’inizio senza coinvolgimento emotivo – poi occorre aggiungere una coloritura emotiva – esercizi di coordinazione, riscaldamento della voce, concentrazione. Quando vediamo che ci sono le possibilità, inserisco nel training anche la danza come espressione corporea.
2) Lavoro drammaturgico sul tema dello spettacolo – suggerimento di testi, letture, compito ai ragazzi di trovare film, testi, musiche etc… che suggeriscano il tema trattato – due lezioni di drammaturgia, una teorica e l’altra pratica in cui costruiamo soggetto e scaletta della nostra storia – divisione in cinque macroscene in cui viene sviluppato il racconto;
3) Lavoro work in progress, costruzione dello spettacolo sul palcoscenico – lavoriamo su ogni macroscena, ruotiamo gli interpreti in ogni scena, quando c’è qualcosa che piace, lo teniamo e lo montiamo;
4) Prove generali e poi spettacoli.

Marco M. Pernich:
Uno spettacolo costruito insieme vuol dire diventare amici per sempre, nasce un senso di fratellanza, vicinanza e amicizia molto forte tra tutti. Non c’è il primo attore o la prima attrice, ogni ragazzo si ritaglia lo spazio che vuole. Il personaggio protagonista viene interpretato da attori diversi nell’arco delle diverse scene; questo permette a tutti di esprimere ciò che vogliono dire, di prendersi uno spazio, ed ha anche un valore drammaturgico. Ciascuno di noi ha infatti molte facce diverse; facendo interpretare da più attori quel personaggio si mostrano le sue diverse facce con un arricchimento per il gruppo e per lo spettatore.
Tutti i problemi possono diventare opportunità, possono indurre ad un ragionamento e possono essere integrati all’interno del percorso di laboratorio. I classici sono ancora vivi ma bisogna renderli vivi. Definisco i progetti delle scuole in base agli studenti che ho di fronte; ogni percorso è una griglia vuota che si riempie con i contenuti dei ragazzi. Non ci sono metodi stabiliti; il mio compito è quello di tirare fuori da quello che dicono i ragazzi i loro contenuti al livello in cui sono in quel momento della loro vita.

Stefania Lo Russo:
Mi occupo del lavoro di training e di preespressività. Faccio con i ragazzi un lavoro di restituzione di ciò che mi è stato dato e di ciò che ho imparato; il percorso che compio con loro è prima di tutto umano e poi artistico. Ogni laboratorio è per me un grande arricchimento personale e di crescita umana.

Fotografie

– prove spettacolo “Medea” (2014)
– spettacolo “Les Eumenides” (2015)
– prove spettacolo “Alcesti” (2016)


Disclaimer
Le fotografie utilizzate sono di proprietà dell’Associazione Studio Novecento e sono offerte gratuitamente agli utenti a fini di promozione e di informazione.



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