Scuole [Berchet] ROSSO TEBE 2015

Published on febbraio 17th, 2016 | by scuole-user

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Berchet (Milano)

LICEO CLASSICO GIOVANNI BERCHET

Via Commenda, 26
20122 Milano

 02.54.50.709

www.liceoberchet.gov.it

Intervista a Marco M. Pernich e Stefania Lo Russo (LABORATORIO BASE E AVANZATO)

+ Storia del Laboratorio Teatrale

Al Liceo Berchet da oltre vent’anni opera un Laboratorio Teatrale che nel tempo ha conseguito importanti riconoscimenti e premi.

Tra gli altri:
– 1995 “La foresta pietrificata” ‘Premio per la migliore attrice a una ragazza del gruppo e menzione allo spettacolo al festival Teatro come scuola’. C.C.S. Fedele Milano ’95.
– 1996/1997 “In terra di smarrimento – Medea” – Primo premio al Festival ‘Teatro Scuola – Rassegna Nazionale di opere classiche’ Carlentini ’97
– 1997/1998 “Cronache del diluvio” – spettacolo sull’alluvione del Polesine – primo premio al Festival ‘Teatro Scuola -Rassegna Nazionale di opere classiche’ Carlentini ’98
– “WEF – World Educational Festival” 2000 – Primo Premio assoluto a “Dagli anni del giudizio agli anni di piombo – storia d’Italia 1948/1986” progetto realizzato in collaborazione coi Licei Vittorini (“Una storia degli anni di piombo”) e Allende (“Una storia del 1974”).
Dalla Motivazione della Giuria: “In questa trilogia emerge un’intensità straordinaria che è opportuno evidenziare come modello ideale di riferimento per la pedagogia teatrale”.
– 1999/2000 Delfino D’argento al World Educational Festival di San Remo
– 2000/2001 “Il Poema di Gilgameš” – Primo premio Festival “Piccoli Palcoscenici” di Mestre
– 2005/2006 Premio “Mamma Ciociara” per la denuncia della guerra
– 2014/2015 “Rosso Tebe – Edipo” – Premio miglior attore al Coro di tutti i ragazzi del Laboratorio al Festival Thauma – Teatro Antico nella Scuola – di Milano

Il laboratorio è organizzato su due livelli: uno – il Livello Base – per coloro che, indipendentemente dalla loro età, cominciano e il Livello Avanzato per coloro che avendo sviluppato sufficiente consapevolezza vogliono approfondire il mistero del teatro.
In alcuni anni, dato il grande numero di partecipanti, è stato organizzato un terzo livello di Laboratorio – Laboratorio Medio – che costituiva un passaggio tra i due laboratori tradizionali.
Negli anni in cui i livelli di Laboratorio sono stati tre il primo livello è stato dedicato a un percorso di alfabetizzazione teatrale e ha lavorato su uno spettacolo nato da idee e necessità espressive dei ragazzi partecipanti; il secondo livello si è tradizionalmente dedicato ad un classico -dai classici Greci a Shakespeare a Ibsen; il terzo alla realizzazione di un saggio finale che si avvicinasse di più a un vero e proprio spettacolo.
Attualmente i livelli di Laboratorio sono tornati ad essere due e dunque il lavoro sui classici – teatrali e non (p.es. si è lavorato su “Odissea” e su “Guerra e Pace”) – è stato ed è svolto col Laboratorio Avanzato.
La positiva collaborazione con le insegnanti referenti succedutesi negli anni (Prof.ssa Annamaria Salizzoni, Prof.ssa Antonella Alvino e oggi Prof.ssa Veronica Olivotto) e con la Dirigenza dell’Istituto ha permesso di ottenere alcuni dei più significativi risultati dal punto di vista pedagogico prima ancora che artistico o teatrale di tutti questi anni di Laboratori.

+ Conosci gli educatori teatrali e il loro metodo di lavoro

ASSOCIAZIONE STUDIO NOVECENTO
sito web: www.studionovecento.com
email: info@studionovecento.com

a.s. 2016/2017: gestione di un laboratorio di base e un laboratorio  avanzato, prof. referente René Soleti

METODO DI LAVORO LABORATORIALE
– Non faccio il mio spettacolo ma quello dei ragazzi. Bisogna mettere a disposizione dei ragazzi le proprie conoscenze ed esperienze; per insegnare nelle scuole occorre avere competenze psicologiche, pedagogiche e sulle dinamiche dei gruppi. Non è necessario essere un bravo attore.
– Importanza della maieutica: bisogna “tirare fuori” la verità dai ragazzi, non fargli vedere come si fa. I ragazzi adolescenti come esprimono le emozioni? Occorre trovare la verità specifica di ogni ragazzo che interpreta quel preciso personaggio.
– Creo testi con i ragazzi, compio un lavoro drammaturgico. Dedico due incontri con i ragazzi per capire come si scrive un testo, per costruire poi una scaletta che ha regole precise e stabilite ma successivamente modificabili (bisogna infatti conoscere bene le regole per poterle trasgredire). Nascono dai ragazzi invenzioni che sono spesso anti teatrali ma che in scena funzionano e diventano necessarie artisticamente. Ritengo la drammaturgia molto importante perché permette ai ragazzi di esprimere i loro contenuti e di raccontare come vedono il mondo.
Come nascono le battute? Spingo i ragazzi a fare un percorso chiedendo il perché delle loro frasi o delle loro idee. Le battute nascono sul palco, dopo un lavoro di correzione e sistemazione in cui ci domandiamo se sono parole giuste e se mandano il giusto messaggio. Le parole sono polifoniche e occorre studiarle con grande attenzione. Il lavoro laboratoriale fatto con i ragazzi è molto importante, va ben oltre il teatro ed è utile nella vita di ogni studente.
– Il laboratorio teatrale non ha come scopo quello di fare un bello spettacolo, il bello dello spettacolo è una conseguenza del lavoro fatto bene. Ha lo scopo di far fare ai ragazzi un percorso di crescita, che è un percorso anche per l’educatore. Il teatro è davvero un laboratorio: prendiamo un pezzo della realtà, lo estrapoliamo, lo osserviamo e lo manipoliamo. La cultura è uno strumento che serve per interpretare la nostra vita.

ITER DEL LABORATORIO
1) Lavoro di training, preespressività, rudimenti dello stare in scena, conoscenza del corpo come strumento che produce segni, comunicazione, voce (saper usare la voce con convinzione è un valore aggiunto al lavoro), sguardo – lavoro corale sul gruppo, lavoro sullo spazio (“Lo spazio è il primo attore di uno spettacolo” – Peter Brook) – lavoro sull’espressione di emozioni e sentimenti in modo molto tecnico, all’inizio senza coinvolgimento emotivo – poi occorre aggiungere una coloritura emotiva – esercizi di coordinazione, riscaldamento della voce, concentrazione. Quando vediamo che ci sono le possibilità, inserisco nel training anche la danza come espressione corporea.
2) Lavoro drammaturgico sul tema dello spettacolo – suggerimento di testi, letture, compito ai ragazzi di trovare film, testi, musiche etc… che suggeriscano il tema trattato – due lezioni di drammaturgia, una teorica e l’altra pratica in cui costruiamo soggetto e scaletta della nostra storia – divisione in cinque macroscene in cui viene sviluppato il racconto;
3) Lavoro work in progress, costruzione dello spettacolo sul palcoscenico – lavoriamo su ogni macroscena, ruotiamo gli interpreti in ogni scena, quando c’è qualcosa che piace, lo teniamo e lo montiamo;
4) Prove generali e poi spettacoli.

Marco M. Pernich:
Uno spettacolo costruito insieme vuol dire diventare amici per sempre, nasce un senso di fratellanza, vicinanza e amicizia molto forte tra tutti. Non c’è il primo attore o la prima attrice, ogni ragazzo si ritaglia lo spazio che vuole. Il personaggio protagonista viene interpretato da attori diversi nell’arco delle diverse scene; questo permette a tutti di esprimere ciò che vogliono dire, di prendersi uno spazio, ed ha anche un valore drammaturgico. Ciascuno di noi ha infatti molte facce diverse; facendo interpretare da più attori quel personaggio si mostrano le sue diverse facce con un arricchimento per il gruppo e per lo spettatore.
Tutti i problemi possono diventare opportunità, possono indurre ad un ragionamento e possono essere integrati all’interno del percorso di laboratorio. I classici sono ancora vivi ma bisogna renderli vivi. Definisco i progetti delle scuole in base agli studenti che ho di fronte; ogni percorso è una griglia vuota che si riempie con i contenuti dei ragazzi. Non ci sono metodi stabiliti; il mio compito è quello di tirare fuori da quello che dicono i ragazzi i loro contenuti al livello in cui sono in quel momento della loro vita.

Stefania Lo Russo:
Mi occupo del lavoro di training e di preespressività. Faccio con i ragazzi un lavoro di restituzione di ciò che mi è stato dato e di ciò che ho imparato; il percorso che compio con loro è prima di tutto umano e poi artistico. Ogni laboratorio è per me un grande arricchimento personale e di crescita umana.

Fotografie

a.s 2014/2015: “Rosso Tebe – Edipo”
a.s 2015/2016: “Fedra”


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