Scuole [Calvino] Concentrazione pre-spettacolo

Published on febbraio 17th, 2016 | by scuole-user

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Calvino (Rozzano)

ISTITUTO CALVINO

Via Guido Rossa
20089 Rozzano (MI)

 02.57.50.01.15

www.istitutocalvino.gov.it/cms

Intervista a Marco M. Pernich e Stefania Lo Russo

+ Storia del Laboratorio Teatrale

Da quando, alla fine degli anni ’90 del Novecento, il Liceo di Rozzano si è staccato dal Liceo Allende di Milano assumendo una propria autonomia, l’iniziativa della Prof.ssa Maria Camilla Glorioso ha dato vita a un Laboratorio Teatrale che prosegue ancora oggi.
Nel tempo il Laboratorio ha avuto per parecchi anni due Livelli Base e Avanzato – cui si è affiancato per alcuni anni anche un Laboratorio di Teatro Scientifico -curato dalla Prof.ssa Marina Ascari.

Negli anni, anche durante le trasformazioni dell’Istituto diventato oggi I.I.S. Calvino, il Laboratorio ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui:

– 2003/2004 “Litanie a un cielo vuoto” – adattamento da “Le Troiane” di Euripide – vincitore del Premio Dioniso della Giuria Critica (Università degli Studi di Torino)
– 2011/2012 “C’era due volte” – storia degli Anni di Piombo – vincitore del Concorso della Provincia di Milano “’69-’89: anni dell’odio – riflessioni sulla violenza nelle manifestazioni pubbliche a partire dagli anni di piombo”.

Gli spettacoli del Laboratorio inoltre contano la partecipazione a numerosi festival di Teatro della Scuola -Desenzano, Lovere, Serra S. Quirico, Marano sul Panaro, LAIV Action Milano, Festival della Scienza di Genova (Teatro Scientifico), etc.
Inoltre il Laboratorio ha avuto l’occasione di collaborare con Libera -e in particolare con Jole Garuti – per un percorso e uno spettacolo sulle mafie, “Libera nos a mala vita”.

Caratterizzante del Laboratorio del I.I.S. Calvino è stato da parecchi anni a questa parte l’interesse per le culture extra-europee – accanto ai classici della cultura occidentale (Eschilo, Euripide, Durennmatt, Calvino) – che ha prodotto spettacoli tratti dal “Mahābhārata” – cultura indiana – o dal “Poema degli uccelli” di Attar – cultura persiana – e così via, in un’ottica di ampliamento dell’orizzonte culturale dei ragazzi partecipanti e di integrazione tra le diverse culture di cui sono portatori i ragazzi che frequentano e hanno frequentato nel tempo il Laboratorio.
In questo senso la metodologia maieutica caratterizzante il lavoro di STN-Studionovecento con i Laboratori scolastici ha permesso di partire dalle letture che i ragazzi hanno fatto dei diversi classici, dalle loro interpretazioni e dagli spunti di riflessione che loro stessi hanno tratto da quei testi per reinventare le vicende di ogni singola storia in un processo di appropriazione e di amalgama fecondo di risultati per la crescita armoniosa di personalità diverse, capaci di interagire positivamente tra loro.

Va sottolineato come in tutto questo il processo di collaborazione sempre più approfondito con la Prof.ssa Referente (Maria Camilla Glorioso), la dirigenza dell’Istituto (Prof. Marco Parma) e tutte le altre componenti della scuola costantemente attente a quanto si andava realizzando nel Laboratorio abbia costituito un valore aggiunto notevole e permesso di ottenere risultati significativi spesso andati ben oltre quanto normalmente conseguito dal semplice Laboratorio Teatrale scolastico.

+ Conosci gli educatori teatrali e il loro metodo di lavoro

ASSOCIAZIONE STUDIO NOVECENTO
sito web: www.studionovecento.com
email: info@studionovecento.com

a.s. 2016/2017: gestione di un laboratorio di base e un laboratorio  avanzato, prof.ssa referente Maria Camilla Glorioso

METODO DI LAVORO LABORATORIALE
– Non faccio il mio spettacolo ma quello dei ragazzi. Bisogna mettere a disposizione dei ragazzi le proprie conoscenze ed esperienze; per insegnare nelle scuole occorre avere competenze psicologiche, pedagogiche e sulle dinamiche dei gruppi. Non è necessario essere un bravo attore.
– Importanza della maieutica: bisogna “tirare fuori” la verità dai ragazzi, non fargli vedere come si fa. I ragazzi adolescenti come esprimono le emozioni? Occorre trovare la verità specifica di ogni ragazzo che interpreta quel preciso personaggio.
– Creo testi con i ragazzi, compio un lavoro drammaturgico. Dedico due incontri con i ragazzi per capire come si scrive un testo, per costruire poi una scaletta che ha regole precise e stabilite ma successivamente modificabili (bisogna infatti conoscere bene le regole per poterle trasgredire). Nascono dai ragazzi invenzioni che sono spesso anti teatrali ma che in scena funzionano e diventano necessarie artisticamente. Ritengo la drammaturgia molto importante perché permette ai ragazzi di esprimere i loro contenuti e di raccontare come vedono il mondo.
Come nascono le battute? Spingo i ragazzi a fare un percorso chiedendo il perché delle loro frasi o delle loro idee. Le battute nascono sul palco, dopo un lavoro di correzione e sistemazione in cui ci domandiamo se sono parole giuste e se mandano il giusto messaggio. Le parole sono polifoniche e occorre studiarle con grande attenzione. Il lavoro laboratoriale fatto con i ragazzi è molto importante, va ben oltre il teatro ed è utile nella vita di ogni studente.
– Il laboratorio teatrale non ha come scopo quello di fare un bello spettacolo, il bello dello spettacolo è una conseguenza del lavoro fatto bene. Ha lo scopo di far fare ai ragazzi un percorso di crescita, che è un percorso anche per l’educatore. Il teatro è davvero un laboratorio: prendiamo un pezzo della realtà, lo estrapoliamo, lo osserviamo e lo manipoliamo. La cultura è uno strumento che serve per interpretare la nostra vita.

ITER DEL LABORATORIO
1) Lavoro di training, preespressività, rudimenti dello stare in scena, conoscenza del corpo come strumento che produce segni, comunicazione, voce (saper usare la voce con convinzione è un valore aggiunto al lavoro), sguardo – lavoro corale sul gruppo, lavoro sullo spazio (“Lo spazio è il primo attore di uno spettacolo” – Peter Brook) – lavoro sull’espressione di emozioni e sentimenti in modo molto tecnico, all’inizio senza coinvolgimento emotivo – poi occorre aggiungere una coloritura emotiva – esercizi di coordinazione, riscaldamento della voce, concentrazione. Quando vediamo che ci sono le possibilità, inserisco nel training anche la danza come espressione corporea.
2) Lavoro drammaturgico sul tema dello spettacolo – suggerimento di testi, letture, compito ai ragazzi di trovare film, testi, musiche etc… che suggeriscano il tema trattato – due lezioni di drammaturgia, una teorica e l’altra pratica in cui costruiamo soggetto e scaletta della nostra storia – divisione in cinque macroscene in cui viene sviluppato il racconto;
3) Lavoro work in progress, costruzione dello spettacolo sul palcoscenico – lavoriamo su ogni macroscena, ruotiamo gli interpreti in ogni scena, quando c’è qualcosa che piace, lo teniamo e lo montiamo;
4) Prove generali e poi spettacoli.

Marco M. Pernich:
Uno spettacolo costruito insieme vuol dire diventare amici per sempre, nasce un senso di fratellanza, vicinanza e amicizia molto forte tra tutti. Non c’è il primo attore o la prima attrice, ogni ragazzo si ritaglia lo spazio che vuole. Il personaggio protagonista viene interpretato da attori diversi nell’arco delle diverse scene; questo permette a tutti di esprimere ciò che vogliono dire, di prendersi uno spazio, ed ha anche un valore drammaturgico. Ciascuno di noi ha infatti molte facce diverse; facendo interpretare da più attori quel personaggio si mostrano le sue diverse facce con un arricchimento per il gruppo e per lo spettatore.
Tutti i problemi possono diventare opportunità, possono indurre ad un ragionamento e possono essere integrati all’interno del percorso di laboratorio. I classici sono ancora vivi ma bisogna renderli vivi. Definisco i progetti delle scuole in base agli studenti che ho di fronte; ogni percorso è una griglia vuota che si riempie con i contenuti dei ragazzi. Non ci sono metodi stabiliti; il mio compito è quello di tirare fuori da quello che dicono i ragazzi i loro contenuti al livello in cui sono in quel momento della loro vita.

Stefania Lo Russo:
Mi occupo del lavoro di training e di preespressività. Faccio con i ragazzi un lavoro di restituzione di ciò che mi è stato dato e di ciò che ho imparato; il percorso che compio con loro è prima di tutto umano e poi artistico. Ogni laboratorio è per me un grande arricchimento personale e di crescita umana.

Fotografie

– concentrazione pre-spettacolo
– spettacolo “Conque anni di desiderio” (2008)


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