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Published on febbraio 17th, 2016 | by scuole-user

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Vittorini (Milano)

LICEO SCIENTIFICO STATALE ELIO VITTORINI

Via Donati, 5/7
20146 Milano

02.47.44.48 – 02.42.33.297

www.eliovittorini.gov.it

Intervista a Marta Marangoni ed Agnese Troccoli (LABORATORIO BASE)

+ Presentazione Associazione Minima Theatralia

ASSOCIAZIONE MINIMA THEATRALIA
sito web: www.minimatheatralia.it
email: minimatheatralia@gmail.com

MinimaTheatralia nasce nel 2009 come collettivo informale all’interno del circolo ARCI La Scighera di Milano e risponde all’esigenza di cercare forme innovative per un Teatro Popolare e Sociale. Dal 2010 nei cortili di Niguarda, un gruppo di artisti professionisti dello spettacolo e dell’arte conduce un laboratorio di teatro con un gruppo di cittadini-attori di diversa età e provenienza. Da questo incontro sono scaturiti interrogativi sorti da una condizione comune: abitare in città. D’ora in poi sarà questo, il legame col proprio quartiere/territorio, il fulcro tematico della riflessione e dell’azione di MinimaTheatralia. Nasce così lo spazio di partecipazione teatrale ASCOLTO IL TUO CUORE, CITTÀ (da Alberto Savinio), un laboratorio in cui i professionisti possano lavorare insieme ai cittadini che andranno poi a portare al pubblico i loro contenuti, all’interno di una messinscena sperimentale.

Non solo teatranti, ma anche fotografi, architetti, danzatori, drammaturghi, tecnici. L’urgenza è quella di uscire dai meccanismi classici della messinscena e sperimentare nuove modalità performative – in cui le diverse discipline possano dialogare fra loro – che permettano di coltivare un ambito di pura ricerca artistica non fine a se stessa, ma rivolta all’emersione, alla problematizzazione e alla condivisione di contenuti politici e sociali per noi urgenti. MinimaTheatralia coltiva l’ambizione di cercare la bellezza e la poesia come pratiche di realizzazione dell’umano. In quest’ottica risulta insufficiente coinvolgere il pubblico solo nel momento della performance, è quindi necessario costruire legami con il pubblico, per toglierlo dalla spettatorialità passiva e dargli la possibilità di essere attore e praticare il teatro in maniera attiva.

Appaiono dunque interessanti tutti gli esperimenti che afferiscono all’ambito del cosiddetto Teatro Sociale e di Comunità. E’ su questo terreno che MinimaTheatralia mette radici. Si attribuisce importanza fondamentale al metodo di lavoro del gruppo.

Marta Marangoni – Presidente di MinimaTheatralia – condivide le competenze sul metodo partecipativo acquisite con il collettivo Scighera (dal 2006) e con il Centro di Drammaturgia Performativa e Comunitaria (2008-2011 presso Teatro CRT e Università Cattolica). Si organizzano sessioni di lavoro incentrate esclusivamente sul metodo, Marta lavora con il gruppo sulla ricerca-azione come possibile strada per un Teatro di Comunità, nella convinzione che “il teatro possa essere uno strumento di incontro realmente rivoluzionario per le nostre vite e per le nostre solitudini”.

Intervista a Marco M. Pernich e Stefania Lo Russo (LABORATORIO AVANZATO)

+ Storia del Laboratorio Teatrale

Al Liceo Vittorini il Laboratorio Teatrale è attivo dal 1992.
Nel tempo il Laboratorio ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui:

– Festival Serra S. Quirico (AN) 1995 Premio della Critica a “Quattro fratelli”
– “Teatro come scuola” C.C. S.Fedele 1996 Primo Premio a “Il canto del Popolo Massacrato”
– “Un palco in platea” Cernusco S/N 1997 Primo Premio a “Il Canto del Popolo Massacrato”
– “WEF – World Educational Festival” 2000 – Primo Premio assoluto a “Dagli anni del giudizio agli anni di piombo – storia d’Italia 1948/1986” progetto realizzato in collaborazione coi Licei Berchet (“Storie degli anni del giudizio”) e Allende (“Una storia del 1974”).
Dalla Motivazione della Giuria: “In questa trilogia emerge un’intensità straordinaria che è opportuno evidenziare come modello ideale di riferimento per la pedagogia teatrale”.
– Premio “Figli della Shoah” 2001 per lo spettacolo-rito “Nebbie sui Giardini d’Europa”
– Primo Premio Assoluto al Festival Arte a Scuola di Terni 2002 per lo spettacolo-rito “Nebbie sui Giardini d’Europa”

Il Laboratorio del Liceo Vittorini è stato caratterizzato negli anni oltre che dal formarsi di gruppi particolarmente coesi e appassionati da una specifica attenzione alle tematiche storico-sociali e al legame con il territorio.
Ci sono stati gli spettacoli degli anni ’90 del Novecento: i primi due lavori dedicati alla Shoah, fra cui l’ormai leggendario “Il Canto del Popolo Massacrato”, che ha fatto 32 repliche!; lo spettacolo sulla storia del Liceo Vittorini stesso; il progetto sulla storia degli Anni di Piombo, tanto per citarne alcuni.
C’è stato il primo decennio del 2000, con un nuovo, pluripremiato lavoro dedicato alla Shoah, con uno spettacolo sull’alluvione di Firenze, con un primo racconto dedicato alla città di Milano e, soprattutto, con “Conosci tu il paese dove fioriscono gli aranci?”, lo spettacolo sull’Italia che ha partecipato allo scambio culturale con Melbourne e che, oltre alle repliche italiane, vanta sette rappresentazioni in Australia.

All’inizio del secondo decennio del 2000 si è aperto un nuovo ciclo con un gruppo giovane ed entusiasta che, durante il suo percorso di crescita non solo umana e culturale ma, visti i cinque anni d’impegno, anche artistica, si è specializzato sul lavoro vocale e canoro, portando in scena spettacoli ricchi di musica dal vivo e di canzoni, pur non allontanandosi dalle tematiche ‘tradizionali’ degli anni precedenti: così sono nati il secondo spettacolo su Milano, sulla sua storia, sui luoghi e sulle canzoni milanesi; la riduzione teatrale di “Teresa Batista Stanca di Guerra”, un racconto sul coraggio delle donne per cui insieme con i ragazzi sono state scelte alcune canzoni di atmosfere sudamericane dal repertorio della cantante Teresa De Sio; il più recente “La guerra non dorme mai”, il lavoro dedicato alla Prima Guerra Mondiale, grazie al quale abbiamo scoperto molte canzoni dell’epoca.

Va sottolineato il contributo fondamentale dato dalla Prof.ssa Mariella Brunetta che ha dato inizio al Laboratorio – assieme alla Prof.ssa Elena Zennaro – dal Prof. Alessandro Pizzoccheri – da molti anni e ancor oggi referente del progetto – e in tempi più recenti dalla Prof.ssa Fulvia Leardini.

+ Conosci gli educatori teatrali e il loro metodo di lavoro

ASSOCIAZIONE STUDIO NOVECENTO
sito web: www.studionovecento.com
email: info@studionovecento.com

a.s. 2016/2017: gestione di un laboratorio avanzato, prof. referente Alessandro Pizzoccheri

METODO DI LAVORO LABORATORIALE
– Non faccio il mio spettacolo ma quello dei ragazzi. Bisogna mettere a disposizione dei ragazzi le proprie conoscenze ed esperienze; per insegnare nelle scuole occorre avere competenze psicologiche, pedagogiche e sulle dinamiche dei gruppi. Non è necessario essere un bravo attore.
– Importanza della maieutica: bisogna “tirare fuori” la verità dai ragazzi, non fargli vedere come si fa. I ragazzi adolescenti come esprimono le emozioni? Occorre trovare la verità specifica di ogni ragazzo che interpreta quel preciso personaggio.
– Creo testi con i ragazzi, compio un lavoro drammaturgico. Dedico due incontri con i ragazzi per capire come si scrive un testo, per costruire poi una scaletta che ha regole precise e stabilite ma successivamente modificabili (bisogna infatti conoscere bene le regole per poterle trasgredire). Nascono dai ragazzi invenzioni che sono spesso anti teatrali ma che in scena funzionano e diventano necessarie artisticamente. Ritengo la drammaturgia molto importante perché permette ai ragazzi di esprimere i loro contenuti e di raccontare come vedono il mondo.
Come nascono le battute? Spingo i ragazzi a fare un percorso chiedendo il perché delle loro frasi o delle loro idee. Le battute nascono sul palco, dopo un lavoro di correzione e sistemazione in cui ci domandiamo se sono parole giuste e se mandano il giusto messaggio. Le parole sono polifoniche e occorre studiarle con grande attenzione. Il lavoro laboratoriale fatto con i ragazzi è molto importante, va ben oltre il teatro ed è utile nella vita di ogni studente.
– Il laboratorio teatrale non ha come scopo quello di fare un bello spettacolo, il bello dello spettacolo è una conseguenza del lavoro fatto bene. Ha lo scopo di far fare ai ragazzi un percorso di crescita, che è un percorso anche per l’educatore. Il teatro è davvero un laboratorio: prendiamo un pezzo della realtà, lo estrapoliamo, lo osserviamo e lo manipoliamo. La cultura è uno strumento che serve per interpretare la nostra vita.

ITER DEL LABORATORIO
1) Lavoro di training, preespressività, rudimenti dello stare in scena, conoscenza del corpo come strumento che produce segni, comunicazione, voce (saper usare la voce con convinzione è un valore aggiunto al lavoro), sguardo – lavoro corale sul gruppo, lavoro sullo spazio (“Lo spazio è il primo attore di uno spettacolo” – Peter Brook) – lavoro sull’espressione di emozioni e sentimenti in modo molto tecnico, all’inizio senza coinvolgimento emotivo – poi occorre aggiungere una coloritura emotiva – esercizi di coordinazione, riscaldamento della voce, concentrazione. Quando vediamo che ci sono le possibilità, inserisco nel training anche la danza come espressione corporea.
2) Lavoro drammaturgico sul tema dello spettacolo – suggerimento di testi, letture, compito ai ragazzi di trovare film, testi, musiche etc… che suggeriscano il tema trattato – due lezioni di drammaturgia, una teorica e l’altra pratica in cui costruiamo soggetto e scaletta della nostra storia – divisione in cinque macroscene in cui viene sviluppato il racconto;
3) Lavoro work in progress, costruzione dello spettacolo sul palcoscenico – lavoriamo su ogni macroscena, ruotiamo gli interpreti in ogni scena, quando c’è qualcosa che piace, lo teniamo e lo montiamo;
4) Prove generali e poi spettacoli.

Marco M. Pernich:
Uno spettacolo costruito insieme vuol dire diventare amici per sempre, nasce un senso di fratellanza, vicinanza e amicizia molto forte tra tutti. Non c’è il primo attore o la prima attrice, ogni ragazzo si ritaglia lo spazio che vuole. Il personaggio protagonista viene interpretato da attori diversi nell’arco delle diverse scene; questo permette a tutti di esprimere ciò che vogliono dire, di prendersi uno spazio, ed ha anche un valore drammaturgico. Ciascuno di noi ha infatti molte facce diverse; facendo interpretare da più attori quel personaggio si mostrano le sue diverse facce con un arricchimento per il gruppo e per lo spettatore.
Tutti i problemi possono diventare opportunità, possono indurre ad un ragionamento e possono essere integrati all’interno del percorso di laboratorio. I classici sono ancora vivi ma bisogna renderli vivi. Definisco i progetti delle scuole in base agli studenti che ho di fronte; ogni percorso è una griglia vuota che si riempie con i contenuti dei ragazzi. Non ci sono metodi stabiliti; il mio compito è quello di tirare fuori da quello che dicono i ragazzi i loro contenuti al livello in cui sono in quel momento della loro vita.

Stefania Lo Russo:
Mi occupo del lavoro di training e di preespressività. Faccio con i ragazzi un lavoro di restituzione di ciò che mi è stato dato e di ciò che ho imparato; il percorso che compio con loro è prima di tutto umano e poi artistico. Ogni laboratorio è per me un grande arricchimento personale e di crescita umana.

Fotografie

Laboratorio Base (Associazione Minima Theatralia)

a.s. 2016/2017: prove a scuola

Laboratorio Avanzato (Associazione Studio Novecento)

– riscaldamento pre-spettacolo
– spettacolo “Teresa Batista Stanca di Guerra” (2014)
– spettacolo “La guerra non dorme mai” (2015)


Disclaimer
Le fotografie utilizzate in questa pagina sono di proprietà dell’Associazione Minima Theatralia e dell’Associazione Studio Novecento e sono offerte gratuitamente agli utenti a fini di promozione e di informazione.



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